
-Ieri sera, locale climatizzato, musica loffia. Non la vedevo da 4 anni e ne conservavo un ricordo vago. Avrà perso 20 chili buoni. Mi si avvicina e la riconosco
V: < Ciao!!!!!!!! >
io: < Ciao! Ed il resto dov'è? l'hai lasciato a casa? >
V: < Ti ricordavo più simpatico. >
io: < Ricordavi male. >
Tornando a casa mi sento un idiota. E ricordo tutte le volte in cui ho rovinato qualcosa solo con tre parole. Mi spavento, sono centinaia (e sono autoindulgente). Poco prima che arrivi a destinazione, un episodio si fa largo a spallate. "Ricordati di me" mi urla " e vergognati!"
-Altra scena, altra protagonista:
Tre anni fa (circa, sono una frana con la collocazione temporale degli avvenimenti). La luna si specchiava su un mare piatto come Kate Moss. Noi due seduti. Tutto era perfetto. Il vino accarezzava il cibo. E c'eri tu. Sì, era tutto perfetto.
Eri gelosa come poche del passato. Forse perchè non ti ho mai detto che mi bastavi. In senso assoluto.
Tu, (parlando di una vecchia storia): < ... Non so come facevi a sopportarla! Parla di continuo, e solo di cagate poi!! >
Io: < Davvero?!? mai accorto. Parlavamo poco. Aveva sonno, dopo. >
Tu, che sei migliore di me, mi hai guardato e hai detto: < E' la cosa più di cattivo gusto che mi sia mai stata detta.>
Fine. E' sceso il gelo e dopo poco siamo tornati a casa.
Quindi quest' esperienza m'insegna che l'esperienza non insegna nulla.
24/07/07
"Sei un cazzone, Walter. "
Pubblicato da smoke alle 12:39
Etichette: Errori di gioventù, incomprensioni, Io, l'albero del cimitero, la tauromachia, Ma anche di vecchiaia
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2 commenti:
...O che a volte uno dice la prima cosa che gli passa per la testa, perchè la trova,a torto, divertente.
:(
boh! Sarà!
complimentissimi per il 30!
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