La spiaggia si svuota mentre gocce cadono senza rumore dalle stecche degli ombrelloni.
Lui resta immobile.
Il bar chiude, la musica di merda s'interrompe di colpo.
Resta immobile e non aspetta nulla.
Non aspetta che la pioggia passi o che qualcosa cambi.
Semplicemente resta, in braghe corte ed infradito nere.
Il bagnino lo guarda.
Una breve corsa dal suo riparo rosso fuoco.
La canotta stinta sulla pelle abbronzata.
La scritta SALVAMENTO.
Indica la busta del tabacco sul tavolino dell'ombrellone.
La scritta gli stampa in faccia un sorriso sfinito:
A salvarmi vieni a salvarmi bacia il colpevole se dice la verità
Fa cenno di sì con la testa.
Il bagnino trascina al riparo un angolo del lettino.
Si siede; tira una cartina dal pacchetto bianco ed una presa di tabacco.
guarda il tavolino, "niente filtri?"
"niente filtri"
Lui risponde ma lo sguardo è fisso sulla scritta.
Non aspetta la richiesta, tira fuori il pesante accendino.
Il bagnino distende il braccio senza una parola.
il primo sbuffo di fumo è azzurro alla luce che filtra dalle mani chiuse a coppa.
Il bagnino alza gli occhi coperti dalle lenti nere, tende l'accendino.
Parla tenendo la sigaretta malconcia tra le labbra
"Sai qual è la domanda più idiota?"
"No"
il bagnino tira e soffia il fumo dal naso.
"Dove vanno i gabbiani quando piove?"
"Tu che rispondi?"
"Vanno dove cazzo gli pare"
il bagnino toglie la sigaretta dalla bocca tenendola tra l'indice ed il pollice.
Guarda la brace.
Continua a piovere ed il viavai è finito.
In spiaggia non c'è più nessun altro.